
Scoprire il vino
e i suoi paesaggi
Un nuovo evento nel centro storico di Cocconato. Nuove sfide e assaggi dall’alto della Riviera del Monferrato.
La Cantina nasce nei primi anni ’90 da una lunga tradizione di viticoltori che risale fino al 1820. Roberto Sarotto è un grande conoscitore della viticoltura di Langa: è coadiuvato da un team giovane, punta alla massima ricerca dell’equilibrio e pulizia nei vini. Il panorama produttivo è cresciuto vendemmia dopo vendemmia, con una crescente attenzione verso gli spumanti che si affianca ai grandi rossi di Langa. Meticolosità e studio continuo alla ricerca di un prodotto sempre più protagonista anche nei mercati esteri. La cantina è strutturata su diversi piani lavorando con un sistema a discesa. Nel percorso di visita si può apprezzare un’imponente barricaia di quasi 1500 elementi (prevalentemente di rovere americana). Ampia e confortevole la sala degustazioni nella parte più antica della cantina. Da segnalare che Sarotto ha da alcuni anni un locale nel centro di Alba, in piazza Michele Ferrero: un wine bar sempre aperto in cui degustare i vini della cantina in abbinamento a piatti. Nel 2025 promuove un Concerto in bottaia, in collaborazione con Roero Cultural Events.
Vino storico con una deroga alla regola del monovitigno… giustificata da un vino espressione di una delle denominazioni più antiche. 60% Nero d’Avola, 40% Nocera, le vigne nella tenuta La Baronia di Capo Milazzo, a 30 mlsm, il mare vicino. Il nome della doc Mamertino è legato ai Mamertini, che nell’antichità producevano a Milazzo questo vino, descritto da Plinio e gradito a Giulio Cesare. Il raro autoctono nocera caratterizza l’assemblaggio con il nero d’avola. Affina per 12 mesi in botti di legno.
Vino storico con una deroga alla regola del monovitigno… giustificata da un vino espressione di una delle denominazioni più antiche. 60% Nero d’Avola, 40% Nocera, le vigne nella tenuta La Baronia di Capo Milazzo, a 30 mlsm, il mare vicino. Il nome della doc Mamertino è legato ai Mamertini, che nell’antichità producevano a Milazzo questo vino, descritto da Plinio e gradito a Giulio Cesare. Il raro autoctono nocera caratterizza l’assemblaggio con il nero d’avola. Affina per 12 mesi in botti di legno.