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News dal mondo del vino - Go Wine
Ristorerò 2010: cucina contemporanea Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 05 Maggio 2010 09:28

Al via tra meno di un mese la seconda edizione di “Ristorerò”, la rassegna enogastronomica promossa dalla Confesercenti di Bergamo, che promuove l’eccellenza nella ristorazione e le scelte di qualità in cucina, celebrando Bergamo “capitale della ristorazione italiana”.
Da lunedì 17 a sabato 22 maggio, le sale espositive della GAMeC, partner dell’iniziativa, diventeranno il palcoscenico di vere e proprie performance di cucina contemporanea: degustazioni, mostre, momenti didattici e laboratori.
La manifestazione è dedicata a Vittorio Cerea (patron del pluristellato ristorante “Da Vittorio”, scomparso nel 2005) e Luigi Veronelli (indimenticabile giornalista, scomparso nel 2004), due eccellenze che hanno dato grande lustro alla città.
Nutrendosi dei loro preziosi insegnamenti, arricchita dall’esperienza e dalle intuizioni dei migliori interpreti della cucina contemporanea, la ristorazione di Bergamo “ViVe” oltre la tradizione, assumendo quel ruolo di “capitale” che proprio Luigi Veronelli aveva indicato nel destino della città che aveva eletto stabilmente a sua dimora.
All’interno della Galleria, per cinque sere consecutive, i più quotati cuochi-patron bergamaschi, in collaborazione con le giovani promesse della JRE (Associazione Giovani Ristoratori Europei), si cimenteranno in menu “multisensoriali” preparati a otto mani: tre chef bergamaschi e uno chef ospite, appartenente alla rete dei Giovani Ristoratori d’Europa. In contemporanea, i commensali assisteranno alla realizzazione di una storia a fumetti dedicata al tema della serata.
Le performance hanno una scenografia eccellente, due esposizioni: “Luigi Veronelli: l’uomo è nato per festeggiare la vita”, prima mostra dedicata a Luigi Veronelli dopo la sua scomparsa.
“I grandi Chef”, in cui Ferdinando Cioffi, fotografo milanese, riprende i volti dei più noti esponenti della ristorazione.
Ricco il programma di eventi collaterali. Grazie alla collaborazione di partner tecnici di grande prestigio come l’Accademia Maestri Pasticceri, il Seminario Veronelli e l’AIBES, saranno numerosi i momenti di formazione ed educazione sensoriale dedicati a giovani e scuole. Una chicca le “Merende in GAMeC” rivolte all’intero nucleo familiare: mentre gli adulti seguono degli stage di pasticceria, i bambini sono coinvolti in attività didattiche su cibo e arte, a cura degli esperti della GAMeC.
Previsto anche anche un concorso rivolto agli allievi degli istituti alberghieri lombardi, la cui finale sarà ospitata da la Cantalupa di Brusaporto, il Relais & Chateaux della famiglia Cerea.
Mentre la Cantina di Luigi Veronelli sarà protagonista di degustazioni di bottiglie rare e pregiate. Una settimana all’insegna del buon gusto, dell’arte e della cucina d’autore giovane, fresca, innovativa, proiettata nel futuro, ma sviluppata sulle solide basi dei maestri della tradizione.


Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa Ristorerò 2010: +39 392 9959730
www.ristorero.eu

 
“T ses pròpi n’arnèis”: un invito nel Roero Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giovedì 29 Aprile 2010 07:39

Sarà in programma mercoledì 5 maggio a partire dalle ore 18.30 all'Enoteca Regionale del Roero di Canale la seconda serata di benvenuto al "Roero Arneis docg 2009".
Serate con personaggi ospiti definiti dei "veri arneis". In questa occasione si incontreranno il musicista Paolo FrolaCesare Giaccone, nella veste di pittore, creativo e originale "ligabue" di Langa.
 
L'apertura della mostra, sarà l'occasione per brindare con il "Roero Arneis docg 2009" di tutti i produttori del Roero aderenti all'Enoteca, accompagnato dalle semplici frittatine primaverili di Davide Palluda e dalle prime fragole del Roero.
 
Per chi lo vorrà, la serata proseguirà a cena, sempre in compagnia di Cesare, di Paolo Frola e dei "Roero Arneis docg 2009".
Davide Palluda assortirà un menù in onore del mitico "Cesare di Albaretto", precursore di una cucina "nuova" per la Langa e il Roero, reinterpretando alcuni suoi famosi piatti.
(dati i posti limitati, è necessaria la prenotazione al 0173-95857)

Programma

Mercoledì 5 maggio 2010
Quadri da gustare e piatti da ammirare.
Cesare Giaccone e Paolo Frola
Ore 18,30 Inaugurazione mostra di “pittura artigianale” di Cesare Giaccone. Intermezzi musicali di Paolo Frola.
Ore 19,00 Aperitivo con “Roero Arneis docg 2009”
Ore 20,00 Ristorante “All’Enoteca”: cena con intervalli musicali di Paolo Frola
(Per la cena è necessaria la prenotazione: 0173-95857)


Per informazioni:
L'Enoteca Regionale del Roero
Telefono 0173/978228 - Fax: 0173/979717
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  - www.enotecadelroero.it

 
The S.Pellegrino World’s 50 Best Restaurants 2010: la classifica Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 28 Aprile 2010 06:59

La classifica dei vincitori del premio S.Pellegrino World’s 50 Best Restaurants, redatta dalla rivista Restaurant Magazine, ha proclamato oggi l’Osteria Francescana miglior ristorante italiano del 2010. Tale classifica è stata stilata dalla prestigiosa Academy della rivista, composta da esperti di gastronomia e alta ristorazione di tutto il mondo che hanno assegnato all’Osteria Francescana la posizione numero sei, la più alta mai raggiunta da un ristorante italiano da quando il premio è stato istituito.
Segue il successo dell’Osteria Francescana il ristorante Le Calandre, che compie una scalata di ben 29 posizioni piazzandosi al 20° posto. Massimiliano e Raffaele Alajmo, fratelli e proprietari del Le Calandre, sono le star italiane della classifica e la loro cucina moderna e sofisticata sta riscuotendo consensi a livello internazionale.
Combal Zero, Dal Pescatore e Il Canto si sono piazzati rispettivamente in 35°, 36° e 40° posizione. Il Canto è una new entry nella classifica ed è uno dei pochi ristoranti toscani a offrire piatti sperimentali non regionali in cui ingredienti giapponesi si accompagnano a preparazioni quali il curry. Il Combal Zero di Rivoli condivide lo spirito de Il Canto con la sua cucina “ipercreativa”, come si conviene a un ristorante ubicato all’interno delle stesse mura del Castello di Rivoli, l’importante galleria d’arte contemporanea appena fuori Torino.
Il ristorante numero uno della classifica S.Pellegrino World’s Best Restaurants e miglior ristorante europeo è il Noma di Copenaghen. Sotto la guida del 32enne capo chef René Redzepi, il Noma ha conquistato l’ambitissimo posto in cima alla classifica ottenendo la maggior parte dei voti espressi dalla giuria internazionale.
Situato sul molo di Copenaghen in un magazzino portuale del XVIII secolo elegantemente ristrutturato in cui la maggior parte dei piatti viene servita dagli stessi chef, il Noma guida la tendenza della “cucina dei climi freddi”. Noto per l’utilizzo di ingredienti realmente stagionali e locali, molti dei quali sconosciuti al di fuori dei paesi nordici, e per la creazione di piatti quali ravanelli serviti in terreno edibile, decisa affermazione della natura nel piatto, il ristorante si è rapidamente affermato come meta di pellegrinaggio. Copenaghen non è più l’ultima fermata della metropolitana gastronomica.
Dopo quattro anni consecutivi in cima alla classifica (dal 2005 al 2009), quest’anno El Bulli di Ferran Adrià occupa la seconda posizione. L’aver El Bulli dominato la classifica per un periodo di tempo così lungo costituisce un risultato straordinario che Restaurant Magazine riconosce oggi offrendo a Ferran il premio mai assegnato prima d’oggi “Chef of the Decade”.
Il britannico Fat Duck completa la rosa dei primi tre ristoranti e conferma la fama di Heston Blumenthal come uno degli chef più stimolanti e apprezzati del mondo. Come ulteriore riconoscimento, Heston conquista inoltre il premio “Chefs’ Choice” di quest’anno dopo essere stato nominato dai suoi colleghi lo “chef degli chef”: indubbiamente un grande elogio. Sul fronte britannico anche il ristorante Hibiscus di Claude Bosi, situato nell’elegante quartiere di Mayfair, è un nuovo ed emozionante ingresso tra i primi 50 classificati.

Elisa Zanotti - MAGENTABUREAU - Ufficio stampa 
tel.  0321 783198 - mobile 347 2441081
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XXVIII Convegno Nazionale Onav Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 28 Aprile 2010 06:48

Vino: guidare si può! È il tema della relazione del presidente Onav, prof. Giorgio Calabrese, che aprirà i lavori del XXVIII Convegno Nazionale dell’ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino) che si terrà al Centro Congressi “Torino Incontra” della Camera di Commercio in via Nino Costa 8 Torino giovedi 6 maggio alle ore 16.

Ho voluto intitolare questo Convegno “Vino: guidare si può!” non con il punto interrogativo ma con quello esclamativo perché l’Onav deve diventare ancor più autorevole nei confronti delle istituzioni e dei media  e perché deve saper dare nuove soluzioni a tutti quei problemi legati al consumo del vino che necessitano di approfondimenti. E continua il prof. Calabrese sento questo evento come un momento di aggregazione che consente un riscontro di quanto è stato fin qui realizzato e che ci permette di porre le basi per quelle che saranno le attività del futuro. Questo a mio modo di vedere è il vero ruolo dell’Onav che da una parte deve essere arbitro del vino dall’altra parte essere elemento di raccordo con le istituzioni per approfondire e fornire nuove soluzioni ai problemi del bere seguendo sempre la regola della moderazione e della cultura del vino stesso.

Dopo l’intervento del presidente sono previsti i contributi del dott. A. Felis, agronomo e giornalista e del prof. V. Gerbi, professore presso DIVAPRA Università di Torino  che tratteranno i  vitigni ed i vini della provincia di Torino con un accenno particolare alla  loro storia e alla tradizione enologica del territorio.
Nelle giornate seguenti il programma prevede alcune visite alle zone  vitivinicole della provincia torinese e diverse degustazioni che si terranno sia a Torino sia presso alcune realtà della provincia.
Il Convegno nazionale offre l’occasione per illustrare le novità volute dal neo eletto presidente e dal Consiglio Nazionale: un nuovo logo studiato da ATC grafica; una rivista on-line diretta dal giornalista Guido Montaldo, consultabile all’indirizzo http://onavnews.onav.it , che si affianca alla storica rivista cartacea L’Assaggiatore, diretta da Renato Gendre. Onavnews è un vero quotidiano con rubriche dedicate al vino, alla salute, all’enoturismo ed ospiterà sia autorevoli firme del giornalismo enogastronomico ma anche i contributi dei soci Onav.
Dal 1951, anno della sua fondazione, ONAV è impegnata nella diffusione della cultura del vino e, quindi, del consumo consapevole e moderato, legato indissolubilmente al significato di corretta alimentazione e benessere.  Con l’arrivo alla presidenza del prof.  Giorgio Calabrese, nutrizionista e docente universitario, questo fine diviene ancor più concreto.

Piera Genta – Ufficio Stampa
Delegazione Provinciale di Torino - Onav

 
Il Bardolino Chiaretto e il formaggio Monte Veronese protagonisti nelle Osterie di Verona Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 21 Aprile 2010 15:09

Un bicchier di vino, una scaglia di formaggio, una chiacchiera con gli amici, magari una partita a carte: sono gli ingredienti tipici dell’osteria, luogo d’aggregazione per eccellenza del centro storico di Verona. Dal 16 al 25 aprile due delle eccellenze dell’agroalimentare della provincia scaligera, il Bardolino Chiaretto doc e il formaggio Monte Veronese dop, invitano a riscoprire il piacere di trascorrere un momento di relax nelle tipiche osterie veronesi, unite in un circuito di dieci locali contraddistinti dalla proposta del classico vino rosato del Garda veronese e del tipicissimo formaggio della Lessinia.
“Chiaretto e Monte Veronese in Osteria” è il titolo della rassegna con la quale i Consorzi di tutela del Bardolino e del Monte Veronese propongono ai veronesi e ai turisti di incontrare le osterie Al Bersagliere (in via Dietro Pallone), Al Duomo (in via Duomo), Alla Corte (in piazzetta Ottolini), Bottega del Vino (in via Scudo di Francia), Carducci (in via Carducci), Carroarmato (in vicolo Gatto), Le Petarine (in vicolo San Mamaso), Monte Baldo (in via Rosa), Sottoriva 23 (in via Sottoriva), Zampieri La Mandorla (in via Alberto Mario), compiendo una specie di passeggiata alla ricerca di alcuni degli angoli più suggestivi della Verona Antica.
Quasi sulle tracce di quel cantore delle osterie veronesi che fu Hans Barth: fu lui che definì Verona la “grande osteria dei popoli”, invitando il lettore – era il 1921 e il suo libro, la “Guida spirituale delle osterie italiane da Verona a Capri” usciva con la prefazione di D’Annunzio – a “pellegrinare dall’una all’altra cappelletta”, con l’osteria vista come un sacro tempietto. Paragone per nulla sacrilego, perché a Verona, come diceva Paolo Monelli, “gli osti si sentono sacerdoti di una idea”, quella del buon bere e della compagnia. Custodi degli ultimi luoghi nei quali i vecchi giocano alle carte accanto ai ragazzi che flirtano. Come ai tempi di Berto Barbarani, il poeta dei veronesi, che corteggiava la sua Nina “sentàdi a l’osto”, seduti all’osteria.
In ognuna delle dieci osterie sarà possibile trovare almeno quattro o cinque diverse proposte di Chiaretto, il vino gardesano che sta riscuotendo da un paio d’anni un crescente e straordinario successo di critica e di pubblico (+60% nelle vendite nell’ultimo triennio) e un gustoso assaggio di formaggio Monte Veronese. E ad ogni tappa sarà possibile ricevere anche una cartolina personalizzata che riproduce le immagini scattate dal fotografo trevigiano Renato Vettorato: una serie di foto d’autore da collezionare per riscoprire le luci dell’osteria tipica di Verona.

Ufficio Stampa - Paola Giagulli - cell 338 4812496 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

 
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