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TRENTODOC a “Milano Unica, febbraio 2010” Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 09 Febbraio 2010 07:59

TRENTODOC vuole essere un motivo in più per visitare “Milano Unica febbraio 2010” – in programma a Milano dal 16 al 18 febbraio p.v. – la fiera internazionale più importante del tessile/accessorio per abbigliamento. Anche quest’anno, l’appuntamento milanese andrà a braccetto con l’elegante perlage dello spumante di montagna, in una partnership che si preannuncia quanto mai intrigante.

Alcuni momenti dell’esposizione vedranno protagonista TRENTODOC, per offrire agli espositori e ai clienti la possibilità di degustarlo e verificarne l’eccellenza. Tre gli “Happy TRENTODOC” previsti: il primo, martedì 16 febbraio ad ore 19.30 in Sala Timpano, a corredo del seminario di Li Edelkoort. Il secondo, mercoledì 17, sempre in Sala Timpano alle h 18.30 come preludio della serata di beneficenza che si terrà di lì a poco al Teatro alla Scala, dove andrà in scena il balletto “Don Chisciotte”. Infine, presso l’ufficio stampa di Milano Unica sarà invece Happy TRENTODOC tutti e tre i giorni di manifestazione.

TRENTODOC, è la punta di diamante della produzione vitivinicola trentina: uva e clima permettono che in questo territorio nascano bollicine metodo classico di qualità eccellente (da sole rappresentano più del 35% della produzione nazionale).

Per le bollicine di montagna, così come vengono talora chiamate, si è appena chiuso un 2009 importante. Due etichette sono state premiate come “spumante dell’anno” dalle più importanti guide specializzate, altre sei sono state presentate recentemente e si è aggiunto un nuovo produttore. Tutto sotto l’egida del marchio TRENTODOC, riportato su ogni singola bottiglia, segno distintivo di riconoscimento e di garanzia di piacevolezza e di eleganza sprigionata ogni volta che lo si degusta.

TRENTODOC è l’unico metodo classico di montagna prodotto in Italia, i vigneti, principalmente di Chardonnay e Pinot nero, sono posti in altitudine in una terra, quella trentina, che presenta salubrità e un’incredibile varietà climatica. Solo con queste particolari condizioni possono maturare uve ideali per il vino base spumante, che esprime dopo la rifermentazione in bottiglia tutte quelle caratteristiche esclusive, come sapidità, acidità e profumi che sono la qualità di un metodo classico capace di fare la differenza.

Ventotto produttori, grandi e piccole realtà, alcuni innovativi ed altri più classici, che propongono sul mercato etichette pregiate, ognuna con una sua peculiarità organolettica, ma con un unico comune denominatore: il territorio. Il mercato italiano assorbe oggi circa l’85% della produzione di TRENTODOC, il restante 15% è distribuito negli altri paesi europei e nel resto del mondo.


TRENTODOC per fare alcuni esempi è brindisi ufficiale di Juventus, del Giro d’Italia, di Umbria Jazz Winter… A Siviglia, quando le Dolomiti sono state nominate Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, si è brindato con TRENTODOC.

 
Azienda Montesissa entra nell'associazione Mosaico Piacentino Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Lunedì 01 Febbraio 2010 09:52

Una nuova tessera si è aggiunta a Mosaico Piacentino: il gruppo di aziende vitivinicole unito dallo slogan ‘Gutturnio e Malvasia fra passione e territorio’ si è arricchito di un componente ossia la cantina Montesissa di Rezzano di Carpaneto. Si tratta, come nel caso di tutti gli altri componenti dell’associazione, di un’azienda vitivinicola a conduzione familiare che segue una filosofia produttiva legata al territorio e che ha conquistato nel tempo una bella immagine aziendale.

Nell’azienda Montesissa infatti si è ormai giunti alla quinta generazione di vitivinicoltori, fermi sostenitori della territorialità, che hanno fatto del Gutturnio, della Malvasia, e delle altre uve autoctone, uno dei riferimenti della tipicità piacentina.
Frizzanti sopratutto ma anche vini fermi e da riserva, si distinguono grazie alla particolarità dei terreni della Val Chero (marino-piocenico), del suo microclima e delle modalità di lavoro in vigna e in cantina che hanno permesso di  produrre vini di qualità apprezzati non solo nella provincia di Piacenza ma anche su altre piazze italiane ed estere.
Mosaico Piacentino ora, grazie a quest’ultima aggiunta, copre davvero tutto il territorio provinciale: partendo da ovest, la Val Tidone è rappresentata da Torre Fornello e dall’Azienda Lusenti, in Val Trebbia troviamo Il Poggiarello e La Stoppa, la Val Nure propone La Tosa e Baraccone e la Val D’Arda presenta l’Azienda Montesissa.

‘Mosaico Piacentino – spiega la presidente Elena Pantaleoni - è un’associazione di sette produttori di vino, amici tra loro, tutti appassionati del proprio lavoro, tutti innamorati della terra in cui vivono. Mosaico ama profondamente il territorio piacentino e opera per valorizzarlo e farlo conoscere; crede nelle potenzialità delle sue colline ricche di attrattive culturali, ambientali ed eno-gastronomiche.’ Diverse sono infatti le manifestazione che il gruppo ha organizzato dalla sua nascita e tutte finalizzate a far scoprire ed apprezzare la provincia piacentina; prima fra tutte ‘Nobili Aromi’ l’inedito evento nazionale sui vini aromatici italiani ideato per mettere in risalto la Malvasia di Candia aromatica tipica dei Colli Piacentini e capace di sostenere il confronto con altri e ben più blasonati vitigni.

‘Lavorando in modo differente, producendo vini diversi e rappresentativi di ben distinte personalità – aggiunge il vicepresidente Stefano Perini - le cantine che compongono questo gruppo riescono ad offrire un panorama vasto e suggestivo dell’enologia piacentina: un mosaico, appunto, di anime, di paesaggi, di vitigni, di vini, di stili, di persone’.

Per informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - www.mosaicopiacentino.it

 
Panificatori e CIttà del Pane si alleano per il pane fresco artigianale Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Lunedì 01 Febbraio 2010 09:48

Una petizione popolare nei 25mila forni italiani per chiedere alle istituzioni di chiarire in etichetta la differenza tra pane fresco artigianale e pane conservato.
E’ il primo passo dell’alleanza per il pane artigianale siglata oggi tra Città del Pane e la Federazione Italiana Panificatori (Fippa) che danno il via una serie di iniziative per promuovere la cultura del pane, tutelare i consumatori e l’artigianalità dell’arte bianca.
Tra gli elementi centrali del patto, la realizzazione di programmi di educazione alimentare nelle scuole, rassegne nelle piazze italiane per valorizzare i pani regionali, ma soprattutto azioni per difendere il pane fresco, che da anni rischia di essere confuso con un prodotto diverso che porta lo stesso nome . E’ in virtù di questa mancata chiarezza che Fippa e Città del Pane promuoveranno una raccolta di firme nei 25mila panifici italiani per chiedere ai consumatori di sottoscrivere una petizione indirizzata ai presidenti di Camera e Senato per difendere la trasparenza nella produzione del pane. A rafforzare l’iniziativa anche una lettera aperta al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per chiedere l’immediata emanazione del decreto previsto dalla Legge n. 248 del 2006.

 

“Ad oggi il consumatore non ha ancora gli elementi per riconoscere il pane fresco artigianale dal pane conservato – dichiara il presidente della Fippa, Luca Vecchiato – . Parliamo di una distinzione che doveva essere applicata già dal 2007 dopo le liberalizzazioni del Decreto Bersani. Ma il regolamento, nonostante le nostre ripetute richieste, non è stato mai emanato. Applicarlo è ora più che mai necessario – continua Vecchiato - non solo per i panificatori ma anche per il consumatore. Pochi sanno che solo il 10% del prodotto venduto nella GDO è fresco e che meno del 3% dei supermercati hanno forni dove si prepara artigianalmente il pane. Spesso – prosegue Vecchiato - il consumatore ha l’illusione di comprare pane fresco nella GDO, perché ‘appena sfornato’, ma in molti casi può essere surgelato o prodotto altrove, anche fuori dall’Ue, ad esempio in Ucraina”.

 

Per il presidente di Città del Pane (47 città associate in Italia), Maurizio Marchetti: “Abbiamo siglato un patto importante per tutelare tipicità e specificità del pane artigianale italiano. Un patrimonio inestimabile, che conta circa 200 specialità, di cui 95 già iscritte nell’elenco del Mipaaf. Non si possono danneggiare milioni di consumatori ogni giorno e mettere a rischio migliaia di piccole imprese, solo perché alcune società della GDO non vogliono esporre un’etichetta veritiera sul pane congelato”. Un danno, che secondo la Fippa, continua a mettere in crisi un settore del valore di 7 miliardi di euro per 400mila addetti, con 25mila imprese che sfornano in media 100 kg di pane al giorno ciascuna.

Per contatto: intercom per U.S. Fippa Simone Velasco 339.5818511- Ilaria Koeppen 347.7368769 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Vino Nobile: accordo con BMps per il “Sistema Montepulciano” Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Lunedì 18 Gennaio 2010 14:31

Un accordo per offrire ai produttori di Vino Nobile la possibilità di praticare investimenti in innovazione e tecnologia e rendere così più facili le prossime sfide del mercato. E’ questo uno degli obiettivi che ha spinto il Consorzio Del Vino Nobile di Montepulciano e Banca Monte dei Paschi, alla presenza di Provincia di Siena e Comune di Montepulciano, a sottoscrivere un protocollo d’intesa che permetterà alle aziende associate al Consorzio di accedere alle diverse linee di prodotti pensati da Banca Mps proprio per le esigenze delle imprese vitivinicole. L’accordo permetterà alle imprese di limitare i costi di produzione e quindi di stabilizzare i prezzi di mercato; a beneficiarne sarà tutto il territorio, il “Sistema Montepulciano”, tramite un costante miglioramento della qualità dei vini prodotti, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio, volano per lo sviluppo delle attività turistiche, artigiane, commerciali, culturali e del terziario.

I PRODOTTI PREVISTI DALL’ACCORDO Per il reimpianto e ampliamento dei vigneti del Vino Nobile di Montepulciano, attività fondamentale per il miglioramento della qualità, è previsto un finanziamento fino a 10 anni, dell’importo massimo di 50.000 euro per ettaro, con rate semestrali e la possibilità di usufruire di un periodo di quattro anni di preammortamento compreso nella durata totale. Gli altri due prodotti sono denominati Nobile di Montepulciano; il primo consiste in un finanziamento per un periodo non superiore ai 5 anni comprensivo, eventualmente, di una fase di preammortamento di 24 mesi; l’importo finanziabile sarà calcolato sulla base di un massimo di 300 euro ad ettolitro, al fine di sostenere le spese di produzione, invecchiamento riserva e affinamento del vino. Il secondo consiste in un finanziamento, per un massimo di 18 mesi, di un importo fino a 300 euro per ettolitro, individuando come soglia minima finanziabile il 75% del costo di produzione effettivo sostenuto dall’Azienda e certificato dal Consorzio. Il prestito verrà erogato per sostenere le spese di produzione, affinamento, pubblicità e commercializzazione del vino; tale finanziamento dovrà passare attraverso il vaglio del Consorzio, che contribuirà ad indicare il corretto  valore ad ettolitro secondo le quotazioni correnti di mercato.

ENERGIE RINNOVABILI Banca Monte dei Paschi di Siena ha inoltre predisposto finanziamenti specifici destinati ad impianti di energie rinnovabili comeil fotovoltaico, il solare termico, le biomasse, il minieolico e l’ idroelettrico, ed altri destinati al miglioramento fondiario e alla costruzione o ammodernamento delle cantine e dei locali strumentali all’attività, alla ristrutturazione di immobili e all’acquisto di beni come barriques, botti, attrezzature di cantina, linee di imbottigliamento, con formule a tassi convenienti e con congrui periodi di preammortamento.

 
Olio Capitale, la quarta edizione dal 5 all’8 marzo 2010 Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 13 Gennaio 2010 16:42

La campagna olearia è stata generosa per l’olivicoltura italiana e per quella mondiale. Si confermano infatti le previsioni della vigilia, che, secondo fonti istituzionali dovrebbero attestarsi su una produzione di circa 510 mila tonnellate d’olio d’oliva. Si tratta per ora delle prime stime ufficiali, che al momento presentano un andamento positivo, con un’abbondante produzione in Puglia, Calabria e Sicilia, le aree più vocate e dai grandi volumi di prodotto.
Poi, si sa, l’Italia per la sua caratteristica conformazione, così particolarmente estesa in lunghezza, non offre mai uno spaccato unitario. Quest’anno infatti è stato soprattutto il Centro Italia a soffrire maggiormente, con regioni come la Toscana, l’Umbria e il Lazio, che registrano cali quantitativi nell’ordine del 25-30%. Stime positive hanno invece riguardato le regioni oliandole del Nord Italia, con Liguria e lago di Garda che stanno registrando un incremento della produzione nell’ordine del 15-20%.
Siamo particolarmente soddisfatti di questi andamenti”, ha ammesso il presidente di Fiera Trieste Fulvio Bronzi. “Ci conforta sapere che la quarta edizione di Olio Capitale possa contare su una produzione numericamente significativa, oltre che su una qualità che premia gli sforzi sostenuti dagli olivicoltori.
Fiera Trieste
– ha proseguito Bronzi – non mancherà di accogliere con iniziative sempre più strutturate e attrattive il pubblico dei visittatori, sia esso professionale che amatoriale. Quest’anno gli eventi avranno una risonanza internazionale, e per fine gennaio sarà reso noto il ricco calendario degli appuntamenti”.
Olio Capitale è diventato ormai un solido punto di riferimento e non si può certo mancare dal 5 all’8 marzo 2010. Ed è proprio in questo contesto che l’olivicoltura italiana ha trovato la sua casa comune, il luogo in cui ritrovarsi e decidere le sorti future. L’Italia olivicola si estende su oltre un milione di ettari e coinvolge altrettanti produttori, di cui i due terzi sono situati nel Meridione.
L’Italia può così contare su un gran numero di appassionati olivicoltori che coltivano più di 500 diverse varietà di olivo: un tesoro invidiabile. Un patrimonio genetico immenso, che rappresenta più del 40% di quello mondiale, e che in Italia viene adeguatamente tutelato, conservato e valorizzato. Sono ben 38, ad oggi, le denominazioni d’origine attribuite dall’Unione europea all’Italia e riguardano tutte le regioni olivicole, con in testa la Sicilia (6 Dop) seguita da Puglia (5 Dop) e Toscana (1 Igp e 3 Dop).
L’organizzazione della quarta edizione di Olio Capitale, il Salone degli oli extra vergini tipici di qualità, procede a ritmi serrati. Si svolgerà dunque a Trieste dal 5 all’8 marzo 2010, ed esprimerà senza alcun dubbio le nuove tendenze del comparto oleario italiano e  mondiale. Ad affiancare nell’organizzazione Fiera Trieste è l’Associazione nazionale delle Città dell’Olio, mentre, quale media partner, vi è il settimanale “Teatro Naturale”, testata leader sul fronte della comunicazione dell’olio di oliva.

 
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