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Astoria vini dà lavoro ai detenuti Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 03 Luglio 2015 10:02

Punire o riabilitare: è uno dei temi più delicati quando si parla di case di correzione. La Casa Circondariale di Treviso da oltre vent’anni opera per offrire opportunità che aiutino il detenuto a riparare le conseguenze del proprio comportamento e ad impostare il futuro in un modo diverso. Insieme ad Astoria Vini e Cooperativa Alternativa hanno realizzato un progetto di lavoro all’interno del carcere. Il progetto coinvolge inizialmente una decina di detenuti nell’assemblaggio delle medagliette sulle bottiglie del Prosecco di Valdobbiadene Millesimato DOCG, uno dei vini più rappresentativi dell’azienda. “E’ un primo progetto insieme, che ci auguriamo continui – commenta Giorgio Polegato, titolare di Astoria – Finora abbiamo lavorato su diverse partite da 13 mila bottiglie, ottenendo sempre un lavoro impeccabile. Io e mio fratello Paolo crediamo che le aziende come la nostra non possano limitarsi a fare business, ma abbiano un dovere civico di aiutare il territorio, ognuna nelle sue possibilità. Ovvio che non possiamo spostare la produzione del Prosecco nel carcere, ma visto che una parte dell’attività si può fare fuori abbiamo voluto dare un’opportunità a queste persone che spesso la società preferisce ignorare.

 
MONFERRATO ROSSO UCELINE Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 29 Maggio 2015 00:00

Cascina Castlet (in Piemonte a Costigliole d’Asti, tel. 0141 966651)


Nella ricerca di vini rari, recuperati dalla lungimiranza e impegno di tanti viticoltori, merita una segnalazione l’Uceline di Mariuccia Borio, donna del vino e titolare di Cascina Castlet. Apprezzata per il lavoro di anni a favore della Barbera d’Asti (Passum e Litina da rammentare), senza dimenticare i suoi Moscato (anche nella versione passita con l’Aviè), ecco la piacevole sorpresa di questo rosso di razza che nasce da una varietà “uvalino”, destinata altrimenti all’estinzione.
Dopo le accurate ricerche e sperimentazioni, il risultato in bottiglia è davvero pregevole, con sentori di frutta, lievi note speziate, buona persistenza. Uva raccolta verso la fine di ottobre e poi un affinamento di almeno un anno prima della distribuzione. La bottiglia affascina per i volti che sono riprodotti: è un vino della terra, ti comunica i volti delle persone che lo hanno prima pensato e poi realizzato, come ogni vino che merita di essere assaggiato raccontando un territorio e la cultura di un luogo.  Il nome Uceline? Richiama in origine le uve che avendo una maturazione tardiva, erano le ultime ad essere vendemmiate e spesso preda degli uccelli.

 

Vitigni: Uvalino. Prezzo medio in enoteca: 22 euro

 
LA VRILLE Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giovedì 28 Maggio 2015 00:00

Hameau du Grangeon 1/A - 11020 Verrayes (AO)            
el + 39 0166 543018 - cell +39 333 2393695
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - www.lavrille.it

 

Ettari vitati complessivi: 1,5
Numero bottiglie prodotte all’anno: 10.000

 

Come arrivare: Torino-Aosta, uscita Châtillon/Saint-Vincent, dir. Aosta lungo la SS n. 26, per circa 10 km, superare Chambave, arrivati a Champagne, al chilometro 85, svoltare a destra, salendo lungo la strada regionale di Verrayes per 650 metri, seguendo la segnaletica aziendale.

 

Persona da contattare: Hervé Deguillame

Orario visite: Dal lunedì alla domenica, su appuntamento.

 

E’ legata alla figura di Hervé Deguillame, spirito indomito, ha gettato l’ancora in quel di Grangeon nel 1990, dopo otto anni di scorrerie nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Indiano. Ha messo a dimora il suo primo vigneto di muscat del 1991, che quattro generazioni prima apparteneva alla sua famiglia, comprandolo in stato di abbandono, e successivamente accorpando con una lunga trafila burocratica i terreni che formano l’anfiteatro intorno all’agriturismo gestito dalla moglie Luciana. La prima annata di produzione è il 2005. La cantina è un gioiellino minuto, dove Hervé cura con devozione filiale i suoi primi vini, a partire dalla bandiera enologica di queste terre, il Muscat, nella tradizionale, duplice versione secca e passita. Di fronte alla minuscola cave, l’agriturismo, al primo piano della casa, è un oasi di vero benessere, con camere confortevoli e luminose. Il piano terra è invece il luogo delle fragranti colazioni e delle cene preparate dalle mani amorevoli e appassionate della moglie signora Luciana, che vi farà scoprire il fascino della cucina patois di queste zone. Fuori e tutt’attorno un bel panorama sulla Valle, le montagne e i suoi spazi sconfinati.

 
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