Scoprire il vino
e i suoi paesaggi
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Antonio Di Carlo conduce la cantina dopo aver recuperato gli antichi vigneti dei nonni, puntando su varietà autoctone come la malvasia puntinata, di Candia, insieme a sangiovese e montepulciano. Non mancano il Merlot e i nordici Traminer e Riesling, che sulle colline reatine di Castelfranco hanno trovato un habitat ottimale. Le Macchie è l’unico produttore al mondo di Cesenese Nero (Cesenese con due “e”), una varietà tardiva a bacca nera recuperata da una meravigliosa vite di 170 anni. La cantina vanta un ristorante di proprietà, La Foresta. Da segnalare l’evento “Giro d’Italia”, ogni anno in novembre.

A sud in Abruzzo, quasi al confine con il Molise. Una giovane realtà fondata da Salvatore Sabatini, in prossimità del promontorio naturale di Punta Aderci, detta anche Punta d’Erca. Luoghi e nome della cantina richiamano Erce, dea dell’abbondanza, della fertilità e del buon raccolto. La produzione privilegia gli autoctoni con il Montepulciano d’Abruzzo in evidenza, con una selezione di ben quattro etichette. Scegliamo qui La Paurosa: affina nove mesi in barriques, esprime bei sentori di frutti rossi, piacevolezza ed equilibrio al gusto. Una curiosità: il nome si ispira alla località balneare della zona, dove la leggenda narra che le persone facessero il tuffo a mare appunto dalla valle della paurosa e da un promontorio particolarmente alto.


A sud in Abruzzo, quasi al confine con il Molise. Una giovane realtà fondata da Salvatore Sabatini, in prossimità del promontorio naturale di Punta Aderci, detta anche Punta d’Erca. Luoghi e nome della cantina richiamano Erce, dea dell’abbondanza, della fertilità e del buon raccolto. La produzione privilegia gli autoctoni con il Montepulciano d’Abruzzo in evidenza, con una selezione di ben quattro etichette. Scegliamo qui La Paurosa: affina nove mesi in barriques, esprime bei sentori di frutti rossi, piacevolezza ed equilibrio al gusto. Una curiosità: il nome si ispira alla località balneare della zona, dove la leggenda narra che le persone facessero il tuffo a mare appunto dalla valle della paurosa e da un promontorio particolarmente alto.
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